nasce al Sud l’iniziativa che collega gli ospedali con i musei

Da Eliana Barbarulo

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Parte per la prima volta in Italia l’iniziativa che collega l’arte con gli ospedali. Si tratta di uno specifico trattamento per i pazienti chiamato arteterapia, che consiste nel curare le sofferenze del corpo e dell’anima attraverso un tour nei musei o nei luoghi di cultura più ricreativi. Il progetto prende il nome di Cur’Arti e la regione che ha deciso di lanciare il nuovo programma del tutto inedito in Italia è una regione del Sud, precisamente la Campania. Chi soffre di patologie croniche, disturbi psichici, disturbi dell’alimentazione o sindromi ansiose-depressive potrà trovare sollievo e cura grazie a questa idea del tutto innovativa.images

Come nasce l’idea Cur’Arti

A dare la notizia è il quotidiano campano online mattino.it che riporta anche il nome del fondatore di questo nuovo progetto: il programma è stato ideato e firmato da Francesca Barrella, medico internista responsabile dell’Angiologia del Centro cardioangiologico Medicor di Pozzuoli e presidente dell’associazione Il Ventre di Parthenope. All’originale iniziativa Cur’arti hanno aderito il Comune di Napoli, il Polo museale campano nel Palazzo Reale di Napoli, il Museo archeologico dell’antica Capua, Anfiteatro e Mitreo e Scuola Comix Napoli e l’azienda ospedaliera dei Colli. Inoltre hanno dato il loro contributo il manager Maurizio di Mauro, Sergio Ferraro, primario della Cardiologia del Cto e Nicola Caracciolo, governatore Pio Monte della Misericordia e Silvana Figlioli, psicocriminologa della riabilitazione.

Il Progetto Cur’Arti – spiega il medico Barrella – si propone di creare una rete tra istituti sanitari e luoghi di cultura (musei, teatri, biblioteche, fondazioni lirico-sinfoniche e altri) disponibili all’accoglienza di pazienti affetti da patologie croniche al fine di avviarne le sofferenze. Cur’Arti è promosso nell’ambito del Progetto di riabilitazione e prevenzione del disagio giovanile Seme di Luce anche questo ideato da me».images.jpga

L’obiettivo che si propongono gli ideatori di questo progetto è quello di promuovere l’inclusione sociale e il benessere del cittadino collegando i due propositi in una rete che dia un grande impulso alle politiche culturali. Il primo progetto in assoluto che diede vita all’arteterapia è nato in Canada nel 2018: l’accordo fu stipulato tra il Montreal Museum of Fine Arts e l’Associazione di medici francofoni del Canada, guidata dalla vicepresidente Hélène Boyer. La direttrice del museo canadese Nathalie Bondil, promotrice di questo trattamento alternativo, ha avuto questa brillante idea partendo dalla concezione secondo cui la percezione delle opere d’arte è in grado di stimolare l’attività neuronale e influire positivamente sulla salute del corpo e della mente.

 

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